I bambara, la parola e il silenzio
I bambara, chiamati anche bamana, sono il popolo più numeroso del Mali e parlano una lingua mande. Ancora oggi sono tra i più tenaci custodi degli antichi costumi degli antenati, di fronte all'avanzare del modello di vita occidentale e delle religioni islamica e cristiana. Vivono da sempre di agricoltura, e già ai primi viaggiatori europei rivelarono l'operosità e la dignità di un popolo fiero, capace di un proprio benessere e di una propria civiltà.
Come i dogon, hanno una concezione complessa e originale della nascita del mondo, degli equilibri che lo governano e dei simboli che lo rappresentano. La loro società è inseparabile dalla religione e si fonda sull'appartenenza a società segrete, di cui la principale è il komo, con una fitta rete di obblighi, divieti e garanzie. In una cultura in cui la parola è un riferimento fondamentale, i bambara scelgono di privilegiare il silenzio e la riflessione, e dicono che la parola distrugge il villaggio mentre il silenzio ne rafforza le fondamenta.
Statua di un gemello
Presso i bambara del sud questa figura potrebbe commemorare un gemello morto, secondo il culto dei gemelli defunti chiamati flanikolè. È scolpita in legno pesante, tinto di bruno-nero, con l'alto copricapo e l'acconciatura a tiara, il viso ovale dagli occhi, dal naso e dalla bocca in forte rilievo, le spalle larghe e i piedi che diventano base d'appoggio. A differenza degli ibeji degli yoruba, alla figura del gemello scomparso poteva affiancarsi una figura dell'altro sesso, quasi a celebrare un matrimonio, quando il gemello rimasto in vita si sposava.
Riferimento di catalogo n. 078
Tipo di oggetto statuetta, figura maschile
Etnia bambara, Mali
Luogo di provenienza territorio meridionale del paese
Materiale legno
Dimensioni altezza 38 cm
La konomani, giovane in attesa
Questa figura, chiamata konomani, raffigura una giovane con le mani sul ventre, a dire l'inizio di una gravidanza. Il collo è molto allungato, i tratti del viso sono semplici, e sul capo porta la tipica acconciatura a tiara da cui scendono due grandi trecce laterali. Statue come questa danno volto a personaggi del mito e accompagnano i riti propiziatori della fecondità, e non si custodiscono nelle case ma in un sacrario comune. A differenza dello stile più essenziale e astratto tipico dei bambara, queste figure conservano una certa rigidità ma hanno forme più morbide e naturali.
Riferimento di catalogo n. 079
Tipo di oggetto statua, figura femminile
Etnia bambara, Mali
Luogo di provenienza territorio di Koro
Materiale legno
Dimensioni altezza 116 cm
Stilo rituale in ferro
Questo stilo in ferro porta in cima una piccola figura maschile su una base a cono, ricavata tutta da un'unica barra incandescente, tagliata e modellata sull'incudine. La testa con gli occhi e la bocca incisi, le braccia e le gambe aperte e i caratteri sessuali sono messi in risalto in modo grezzo ma efficace. Conficcato sull'altare della famiglia o della comunità, serviva nelle cerimonie per rivolgere suppliche e chiedere favori agli antenati. A crearlo erano i fabbri, che oltre agli attrezzi del lavoro forgiavano anche gli oggetti dei riti, e per questo godevano di prestigio. Oggetti simili si trovano anche tra i dogon, i kurumba e i mossi.
Riferimento di catalogo n. 080
Tipo di oggetto stilo rituale in ferro
Etnia bambara, Mali
Luogo di provenienza non noto
Materiale ferro
Dimensioni altezza 28 cm
