Burkina faso bobo

I bobo, il dio Wuro e il culto di Dwo

Di origine mande, i bobo abitavano un tempo la regione del Macina, nel Mali, e furono spinti verso sud prima dai soninke e poi dai bambara. Oggi vivono numerosi in una parte della regione occidentale del Burkina Faso. Sono soprattutto agricoltori e si dividono in clan di contadini, fabbri e griots. I fabbri, oltre al lavoro artigianale che comprende l'intaglio delle maschere in legno, hanno un ruolo importante sia nei rapporti tra le famiglie sia nei riti religiosi, mentre i griots, narratori e uomini della memoria che custodiscono la storia del popolo, pur appartenendo alla tradizione non sono considerati come presso altre etnie.

Non esiste un potere centrale, e le decisioni più importanti spettano al consiglio degli anziani, nell'ambito dei lignaggi in cui è divisa la popolazione.

Il dio che ha creato la terra e gli animali è Wuro, e Dwo è l'intermediario tra gli uomini e Dio. Il culto di Dwo, affidato ai fabbri, veglia su tutti gli eventi della natura e sui comportamenti degli uomini. In questo culto la maschera è l'elemento centrale e il simbolo più forte delle cerimonie e dei riti di purificazione e di riconciliazione con la natura, non sempre rispettata e a volte ferita. Offerte, sacrifici e danze, con il loro linguaggio fatto di gesti, dicono il senso di ogni celebrazione, e le cerimonie di iniziazione tornano ogni dieci anni.

Maschera a farfalla

I bobo danzano con questa maschera nei riti legati all'agricoltura, che ancora oggi occupano un posto importante nella loro vita. Il tipo, detto a farfalla, affianca al volto centrale due lunghe tavole distese in orizzontale. La decorazione si riduce a due strisce oblique che disegnano in modo essenziale un volto con occhi a cerchi concentrici, naso e bocca tonda sporgente, mentre il corno ricurvo che scende dall'alto è spezzato. I colori, bianco, nero e rosso, sono ormai attenuati dal tempo e dall'uso.

Riferimento di catalogo n. 043
Tipo di oggetto maschera a farfalla
Etnia bobo fing, Burkina Faso
Luogo di provenienza territorio a nord-est di Bobo Dioulasso
Materiale legno, pigmento
Dimensioni altezza 26 cm, larghezza 119 cm

Maschera dai tratti cubisti

Questa maschera da danza, di grande forza, partecipava ai riti con cui la comunità si opponeva alle forze ostili che minacciavano il villaggio o la natura. Il volto, tra l'umano e l'animale, ha una linea quasi cubista, con una grande cresta che sale sulla fronte e si unisce al naso, gli occhi incisi a cerchi concentrici e una enorme bocca a parallelepipedo che sporge occupando metà del viso. Proprio quella bocca spalancata la lega al mondo del conflitto. È retta da un supporto da tenere in mano.

Riferimento di catalogo n. 044
Tipo di oggetto maschera antropozoomorfa
Etnia non nota, forse bobo, Burkina Faso
Luogo di provenienza area del centro-ovest del Burkina Faso
Materiale legno, pigmento con segni d'uso
Dimensioni altezza 60 cm

Sgabello cerimoniale della tartaruga

Questo sgabello a quattro piedi, intagliato in forma di tartaruga, era uno strumento del guaritore, l'unico che durante la cerimonia poteva sedervisi. A volte veniva invitato a farlo chi chiedeva l'intercessione degli spiriti degli antenati per dirimere una lite, e chi era colpevole rifiutava di sedersi per non attirare su di sé la maledizione, confessando così la propria colpa. La parte superiore, oggi in parte rovinata, porta incisioni geometriche. Nell'Africa dell'ovest gli sgabelli avevano usi precisi, e il numero dei piedi ne indicava la destinazione, tre per l'uomo e quattro per la donna.

Riferimento di catalogo n. 045
Tipo di oggetto sgabello zoomorfo cerimoniale
Etnia bobo fing, Burkina Faso
Luogo di provenienza territorio di Houndé
Materiale legno
Dimensioni altezza 9 cm, lunghezza 33 cm

Maschera a farfalla

Come la precedente, questa maschera a farfalla accompagna le danze dei riti agricoli, ancora molto vivi tra i bobo. Al volto centrale, ridotto alla sola bocca e a un corno ricurvo, si affiancano due lunghe tavole orizzontali, decorate a cerchi concentrici e a pochi altri motivi geometrici in bianco, nero e rosso, ormai attenuati. Il corno che scende verso la bocca aperta potrebbe richiamare insieme il maschile e il femminile.

Riferimento di catalogo n. 046
Tipo di oggetto maschera a farfalla
Etnia bobo fing, Burkina Faso
Luogo di provenienza Boni (Houndé), provincia di Houet
Materiale legno, pigmento
Dimensioni altezza 36,5 cm, larghezza 202 cm

Maschera dell'antilope koba

Questa maschera raffigura l'antilope koba in modo piuttosto naturale, con gli occhi globulari a cerchi concentrici, le orecchie e le corna ben modellate e il muso prominente dalla bocca aperta, diviso al centro da una sporgenza verticale che scende dalla fronte. È l'immagine di uno spirito della brousse, vigile custode del gruppo nelle cerimonie legate alla fertilità della terra o ai funerali. Il danzatore che la indossa, nascosto sotto un abito di fibre, ne imita i movimenti e il comportamento. Somiglia molto alla maschera n. 033, pur appartenendo a un'altra etnia.

Riferimento di catalogo n. 047
Tipo di oggetto maschera copricapo
Etnia bobo fing, Burkina Faso
Luogo di provenienza territorio di Bobo Dioulasso
Materiale legno, pigmento
Dimensioni altezza 52 cm

Piccola maschera del kalao

Diversamente dalle grandi maschere da danza, questa piccola maschera dell'uccello kalao serve a un rito propiziatorio che si svolge all'aperto, prima che le grandi maschere entrino in scena. Ha un forte becco e porta sul capo una tavola a rombi e rettangoli alternati, dipinta a motivi geometrici in bianco, nero e rosso. Maschere come questa danno corpo agli animali selvatici o domestici legati per via totemica agli spiriti degli antenati del clan.

Riferimento di catalogo n. 048
Tipo di oggetto maschera copricapo ornitomorfa
Etnia bobo fing, Burkina Faso
Luogo di provenienza territorio a nord-est di Bobo Dioulasso
Materiale legno, pigmento
Dimensioni altezza 73 cm

Piccola maschera del kalao

Diversamente dalle grandi maschere da danza, questa piccola maschera dell'uccello kalao serve a un rito propiziatorio che si svolge all'aperto, prima che le grandi maschere entrino in scena. Ha un forte becco e porta sul capo una tavola a rombi e rettangoli alternati, dipinta a motivi geometrici in bianco, nero e rosso. Maschere come questa danno corpo agli animali selvatici o domestici legati per via totemica agli spiriti degli antenati del clan.

Riferimento di catalogo n. 048
Tipo di oggetto maschera copricapo ornitomorfa
Etnia bobo fing, Burkina Faso
Luogo di provenienza territorio a nord-est di Bobo Dioulasso
Materiale legno, pigmento
Dimensioni altezza 73 cm

Maschera del coniglio

Questa maschera raffigura un coniglio, con le grandi orecchie, una prominenza che scende dal capo fino al naso e una larga bocca dentata, dipinta in bianco, nero e rosso su disegni geometrici e retta da un supporto da tenere in mano. Appartiene alla società di Do, il nume che protegge le maschere, e si indossa nelle danze dei giovani. A intagliare le maschere rituali sono di norma i fabbri, riuniti in una casta chiusa.

Riferimento di catalogo n. 050
Tipo di oggetto maschera zoomorfa
Etnia bobo fing, Burkina Faso
Luogo di provenienza territorio di Djibasso
Materiale legno, pigmento
Dimensioni altezza 80 cm

Maschera del dio sole

Questa maschera ha la forma stilizzata del sole, con gli occhi, la bocca dentata e aperta e un corno ricurvo che scende dalla fronte verso la bocca, e raffigura un gufo, messaggero del mondo degli spiriti, così come il sole sorge dalla notte. I triangoli che la decorano, con la punta rivolta all'esterno, richiamano i raggi del sole. Come il sole illumina, questa maschera porta giustizia e chiarezza nei rapporti tra le persone. È legata a Dwo, il padre delle maschere, custode del clan e del villaggio, e si indossa con un abito di fibre vegetali durante le cerimonie agricole, i funerali e i matrimoni.

Riferimento di catalogo n. 051
Tipo di oggetto maschera del dio sole
Etnia bobo fing, Burkina Faso
Luogo di provenienza territorio di Bobo Dioulasso
Materiale legno, pigmento
Dimensioni altezza 41,5 cm, larghezza 39 cm