I lobi, gli antenati e le figure bateba

I lobi sono tra i rappresentanti più puri dell'antica cultura sudanese, quella delle prime popolazioni della regione. Un tempo fieri e temuti guerrieri, adottarono presto l'agricoltura appresa dal mande, ma restarono ai margini dei grandi meccanismi di potere che superavano il territorio. Anche per questo l'islam e la cultura occidentale li hanno toccati meno che altrove, e ancora oggi vivono la tradizione animista e il culto degli antenati. Venuti dall'est, attraverso il Volta Nero, si stabilirono su terre già abitate dai kulango e dai gan, seguiti a nord-est dai dagara e dai birifor, con cui condividono tratti sociali e culturali.

Divisi tra il Burkina Faso e la Costa d'Avorio, vivono in case di terra cruda dal tetto a terrazza, di solito distanti l'una dall'altra, e si organizzano in clan totemici. Ogni sette anni celebrano le cerimonie di iniziazione chiamate dyoro. Nella loro tradizione, la coutume, e negli scambi quotidiani ha grande valore una piccola conchiglia, il cauri.

Davanti alle case i lobi innalzano altari, i thilkha, per placare la forza vitale degli animali e degli alberi abbattuti. Nella stanza più buia e segreta si trova il thildhu, il sacrario della famiglia, dove si custodiscono gli oggetti sacri con cui comunicare con gli spiriti, mentre lontano, nei campi, il ditihl, l'altare della terra, segna il territorio in cui si riconoscono più famiglie, anche di clan diversi.

I lobi non usano maschere. La loro arte è soprattutto la scultura in legno, ricca e di grande qualità, con le figure simboliche chiamate bateba e le teste poste in cima a pioli piantati nel terreno. Sono per lo più immagini di antenati defunti, spiriti che accompagnano gli uomini nella dura fatica del vivere e nei rapporti con la natura e con gli altri.

Coppia di sposi

Questa coppia di sposi appartiene ai bateba, le statue attorno a cui ruota la vita religiosa dei lobi. Sono conservate nel thildhu, il sacrario della famiglia, dove ricevono offerte e sacrifici nei riti di protezione e di augurio, e infatti sulla crosta di materiale rituale che le ricopre restano ancora tracce di piume. La forma, simile a una ipsilon rovesciata, è resa in modo molto essenziale, quasi primitivo. Nella scultura lobi questa sagoma, vicina a una fionda, torna spesso, con significati non del tutto chiari, forse legati alla caccia o alla difesa.

Riferimento di catalogo n. 052
Tipo di oggetto statuette, figure maschile e femminile
Etnia lobi, Burkina Faso
Luogo di provenienza territorio a sud e sud-est di Gaoua
Materiale legno, depositi e materia sacrificale
Dimensioni altezza 83 cm la figura maschile, 71 cm la femminile

Bateba della guarigione

I bateba sono le statue più importanti dei lobi, immagini di esseri spirituali che aiutano l'uomo nella lotta di ogni giorno contro la fame, la malattia e la morte. Custodite sugli altari, ognuna ha un compito preciso, e questa serviva alla guarigione dei mali del ventre. Come gran parte della scultura lobi, ha il corpo appena sbozzato mentre la testa è lavorata con più cura, perché è considerata il centro della forza vitale.

Riferimento di catalogo n. 053
Tipo di oggetto statuetta, figura maschile
Etnia lobi, Burkina Faso
Luogo di provenienza provincia Poni
Materiale legno
Dimensioni altezza 36 cm

Bateba dell'invocazione

In questa figura la posizione dice tutto. Il braccio destro scende lungo il corpo e il sinistro si alza verso l'alto, mentre il capo si inclina appena di lato, in un gesto che invoca l'aldilà o la pioggia. Nella scultura lobi le braccia, distese, ai fianchi o levate, si uniscono spesso alla testa per raffigurare un momento in cui l'uomo entra in comunicazione con il divino.

Riferimento di catalogo n. 054
Tipo di oggetto statuetta, figura femminile con braccio alzato
Etnia lobi, Burkina Faso
Luogo di provenienza provincia Poni, territorio di Diebougou
Materiale legno
Dimensioni altezza 33 cm

Coppia

Questa coppia unita appartiene a un tema che ricorre nell'arte lobi. Per prendere moglie l'uomo doveva mettere insieme una dote importante, e a una statua come questa si affidava il buon esito di questo passaggio della vita, perché aiutasse chi la possedeva a trovare una compagna. Come sempre nella scultura lobi, sono messe in evidenza le teste, centro della forza vitale, mentre il resto della figura resta appena accennato.

Riferimento di catalogo n. 055
Tipo di oggetto statuette, figure maschile e femminile
Etnia lobi, Burkina Faso
Luogo di provenienza provincia Poni
Materiale legno, residui di materiale sacrificale
Dimensioni altezza 32,5 cm

Bateba dallo sguardo assente

Anche questa è un bateba, statua di forma essenziale come gran parte della scultura lobi. La grande testa, con l'arcata sopracciliare in rilievo, non ha occhi ma solo due incavi, e il corpo cilindrico si chiude con forme piene, mentre braccia, mani e gambe sono appena abbozzate. Ogni bateba ha un compito, tenere lontano il male e le energie che minacciano la fertilità della terra, la fecondità delle donne e la serenità della famiglia, perché in essi abitano forze legate agli spiriti, tramite tra i vivi e i defunti. L'assenza dello sguardo fa pensare a una presenza che appartiene al mondo invisibile.

Riferimento di catalogo n. 056
Tipo di oggetto statuetta, figura femminile
Etnia lobi, Burkina Faso
Luogo di provenienza Bougouriba, area attorno a Diebougou
Materiale legno
Dimensioni altezza 51 cm

Bateba familiare

Questa figura vigorosa, dalle forme tipicamente lobi, era posta sull'altare del thildhu, il sacrario della famiglia, e la parte bassa delle gambe mostra una larga erosione lasciata dalle termiti. Nella scultura lobi il divino si mostra sereno, e gli spiriti raffigurati, mediatori tra le fatiche quotidiane e Dio, conservano sempre uno sguardo e un contegno dignitoso, che osserva e interviene senza lasciarsi coinvolgere. Vale per tutte le statuette della raccolta, l'occhio lobi è raccolto in se stesso e non fissa, perché guardare fisso è ritenuto sconveniente, mentre gli occhi bassi dicono rispetto e concentrazione.

Riferimento di catalogo n. 057
Tipo di oggetto statuetta, figura femminile
Etnia lobi, Burkina Faso
Luogo di provenienza provincia di Poni
Materiale legno
Dimensioni altezza 35 cm

Bastone del giuramento

Questo bastone lavorato traccia una figura dalle linee morbide e levigate. Il volto, un ovale piatto, è definito in ogni suo elemento, mentre il corpo è appena accennato, e sul retro della base compare un secondo volto simile al primo. Serviva a pronunciare un giuramento, e durante la cerimonia chi recitava la formula lo teneva sul capo. I due volti direbbero la verità e il suo contrario, o la doppiezza di chi mente. Anche qui la testa è sproporzionata rispetto al corpo, perché è la sede della forza vitale della persona.

Riferimento di catalogo n. 058
Tipo di oggetto statuetta
Etnia lobi, Burkina Faso
Luogo di provenienza provincia di Poni
Materiale legno
Dimensioni altezza 32,5 cm

Bateba

L'essenzialità è il tratto di questa statuetta, con la grande testa dai lineamenti ridotti, lo sguardo rivolto in basso e raccolto, le braccia aderenti al corpo e le gambe e i piedi appena sbozzati. I bateba sono creature spirituali invisibili, con qualità umane, che nell'ordine del mondo lobi stanno tra il Dio creatore e i geni della campagna, prima dell'uomo vivente. Posti sull'altare, sanno vedere, comunicare, proteggere e aiutare chi si trova in difficoltà. Gli occhi bassi dicono rispetto e concentrazione, e insieme un certo distacco dalle passioni degli uomini.

Riferimento di catalogo n. 059
Tipo di oggetto statuetta, figura femminile
Etnia lobi, Burkina Faso
Luogo di provenienza provincia Poni
Materiale legno, patina scura
Dimensioni altezza 37,5 cm

Bateba in preghiera

Questa figura è colta in atteggiamento di preghiera e serviva alla cura dei mali del ventre e della testa. Un braccio è ripiegato sul ventre, l'altro portato verso il cuore, e la testa è molto più grande del resto del corpo. La custodiva il guaritore indovino, a cui ci si rivolgeva portando un animale da sacrificare. La testa così grande indica che lì risiede la vita e la parte pura della persona, mentre il ventre, per esempio, è sentito come sede dell'impurità.

Riferimento di catalogo n. 060
Tipo di oggetto statuetta, figura androgina
Etnia lobi, Burkina Faso
Luogo di provenienza provincia Poni
Materiale legno
Dimensioni altezza 42 cm

Bateba dell'altare di famiglia

Scolpita in modo rudimentale, questa figura ha lineamenti grossolani, con gli occhi e le orecchie sulla stessa linea e della stessa forma, quasi a svolgere la stessa funzione, il collo assente e le braccia corte lungo il corpo. Presso i lobi la scultura era praticata anche da persone comuni, soprattutto giovani, che nella stagione secca imparavano da soli guardando il lavoro degli specialisti e provando a dare forma propria ai momenti della vita religiosa della tradizione.

Riferimento di catalogo n. 061
Tipo di oggetto statuetta, figura femminile
Etnia lobi, Burkina Faso
Luogo di provenienza provincia Poni
Materiale legno, incrostazioni di materiale sacrificale
Dimensioni altezza 32 cm

Bateba di un iniziando

Figura squadrata e appena sgrossata, con i pochi tratti del viso soltanto accennati. È forse l'opera di un iniziando, realizzata per uso personale, che si prova nell'invenzione libera di un oggetto rituale, sintesi tra la forma e il pensiero rivolto all'aldilà. Proprio questa libertà di interpretare e di esprimersi in modo personale è all'origine della scultura lobi, così singolare e ricca.

Riferimento di catalogo n. 062
Tipo di oggetto statuetta, figura femminile
Etnia lobi, Burkina Faso
Luogo di provenienza provincia Poni
Materiale legno
Dimensioni altezza 17 cm