CODICE ETICO

Fondazione CAM SAFA EF ETS

Premessa

La Fondazione CAM SAFA EF ETS è una fondazione dell’Istituto dei Fratelli della Sacra Famiglia di Belley (Francia), fondato dal Venerabile Fratel Gabriele Taborin (1799-1864). Opera in stretta sinergia con l’Istituto, attraverso la sua Provincia Nostra Signora di Loreto e Sant’Anna, assicurando che ogni risorsa sia impiegata secondo criteri di trasparenza, credibilità ed efficienza, nel pieno rispetto dei valori cristiani e dei diritti umani, con monitoraggio costante dei flussi finanziari.

In coerenza con il proprio statuto e con l’art. 5 del Codice del Terzo Settore, la Fondazione ha lo scopo di sostenere le attività di educazione alla mondialità e le attività missionarie dell’Istituto dei Fratelli della Sacra Famiglia, in Italia e all’estero.

Le attività spaziano dalla realizzazione di progetti di autosviluppo in campo socio-economico-culturale in Burkina Faso, Benin, Costa d’Avorio, Ghana e negli altri Paesi dove sono presenti le comunità dell’Istituto, alla comunicazione attraverso la rivista “Un Mondo di Amici”, il calendario, il sito web e i canali social.

1. Principi generali

Fedeltà all’impegno
La Fondazione, nata nel solco di una tradizione di oltre sessant’anni, si impegna a garantire la continuità dei percorsi intrapresi nei vari ambiti di intervento: educazione, formazione, acqua, agricoltura, sicurezza alimentare, promozione della donna, sanità. Questo è reso possibile dal legame indissolubile con le comunità dell’Istituto presenti sul territorio.

Trasparenza
La Fondazione rendiconta ogni risorsa raccolta, garantendo che i fondi siano destinati ai progetti dichiarati e indicati dai benefattori.

Rispetto della dignità umana
Ogni intervento è realizzato nel pieno rispetto delle culture locali, evitando approcci assistenzialisti e promuovendo l’autodeterminazione delle comunità, con l’obiettivo di favorire percorsi di autosviluppo e di indipendenza economica.

Integrità
La Fondazione rifiuta ogni forma di corruzione o clientelismo nella gestione dei progetti e nei rapporti con le istituzioni locali.

2. Rapporti con i beneficiari

Autonomia e protagonismo
I progetti mirano all’autonomia dei beneficiari. La Fondazione non realizza infrastrutture senza un piano di gestione locale condiviso con le comunità interessate, che sono coinvolte in ogni fase: dall’analisi dei bisogni alla valutazione dei risultati.

Tutela dei minori
Data la forte vocazione educativa, la Fondazione adotta una politica di tolleranza zero verso qualsiasi forma di abuso, violenza o sfruttamento nei confronti di minori. Questo impegno si traduce in protocolli operativi concreti (Child Safeguarding Policy) che definiscono: i comportamenti vietati per chiunque operi in nome della Fondazione, le modalità di segnalazione di situazioni sospette o accertate, le procedure di risposta e le responsabilità del Consiglio di Amministrazione. La Child Safeguarding Policy è vincolante per tutti i collaboratori, volontari e partner della Fondazione.

3. Educazione e promozione culturale

Imparzialità e pluralismo
Nell’organizzazione di convegni e dibattiti, la Fondazione garantisce la libertà di espressione e il confronto tra visioni diverse, nel rispetto dei diritti umani.

Qualità dell’informazione
La Fondazione si impegna a evitare stereotipi narrativi sull’Africa, promuovendo un’immagine del continente che ne valorizzi le potenzialità e non solo le fragilità.

4. Gestione delle risorse e raccolta fondi

Donazioni etiche
La Fondazione non accetta contributi da enti o individui le cui attività siano in contrasto con i propri fini istituzionali, come la produzione di armi, lo sfruttamento minorile o il grave danno ambientale.

Efficienza
Il contenimento dei costi di gestione è un obiettivo primario, per massimizzare l’impatto sociale delle risorse raccolte.

Conflitti di interesse
I membri del Consiglio Direttivo e i collaboratori della Fondazione sono tenuti a evitare situazioni in cui interessi personali, familiari o economici possano confliggere con quelli della Fondazione. Chiunque si trovi in una situazione di potenziale conflitto è obbligato a darne comunicazione tempestiva al Consiglio Direttivo e ad astenersi da qualsiasi decisione o attività connessa. La Fondazione non accetta che la gestione di progetti, forniture o collaborazioni sia influenzata da relazioni personali o da vantaggi privati di qualsiasi natura.

5. Relazioni con collaboratori, partner e altri enti

a. Collaboratori
La Fondazione rifiuta e condanna il lavoro forzato e l’impiego di lavoratori in età inferiore a quella prevista per legge, sia in Italia, sia all’estero. Nel caso di partenariati con enti terzi, l’accertamento di tali pratiche è motivo di interruzione immediata della collaborazione.

La Fondazione si impegna a trattare i propri collaboratori con rispetto, senza alcuna discriminazione per genere, orientamento sessuale, etnia, opinione, appartenenza politica e sindacale o condizioni di salute, e a tutelarne la dignità da ogni forma di molestia o abuso.

La Fondazione valorizza le proprie risorse umane come patrimonio fondamentale e crea le condizioni per un ambiente di lavoro sereno e professionale, nel quale ciascuno possa esprimere il proprio ruolo e le proprie competenze. Incoraggia il Consiglio Direttivo a mantenere i più elevati standard di condotta, assumendosi piena responsabilità per le decisioni adottate.

b. Comunità beneficiarie
Le comunità beneficiarie sono al centro della missione della Fondazione. Le iniziative prevedono il loro coinvolgimento attivo in ogni fase, dall’analisi dei bisogni alla valutazione dei risultati. La Fondazione privilegia interventi che conducano all’autosufficienza, riducendo progressivamente la dipendenza da supporti esterni.

c. Partner
Le collaborazioni con partner storici, altre Organizzazioni della Società Civile (OSC) e enti civili o religiosi, si fondano sulla condivisione di valori, verificata attraverso un confronto franco e trasparente. Ogni collaborazione ha come obiettivo ultimo il miglioramento delle condizioni dei beneficiari e non può limitarsi a perseguire vantaggi economici o di posizionamento.

Tutti i partner sono tenuti ad attenersi alle norme di comportamento indicate nel presente Codice Etico.

d. Altre OSC
La Fondazione promuove la collaborazione con altre OSC impegnate nella cooperazione, nel rispetto delle specificità e dell’indipendenza reciproca. Si impegna a:

  • individuare, in accordo con le altre OSC, valori e obiettivi comuni, evitando duplicazioni e sovrapposizioni di iniziative;
  • condividere le informazioni rilevanti per una comprensione ottimale del contesto;
  • sostenere le organizzazioni già attive nelle aree colpite, in particolare nelle emergenze umanitarie.

6. Tutela della privacy e riservatezza

La Fondazione applica nelle proprie attività il pieno rispetto della normativa vigente in materia di riservatezza, in conformità al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR UE n. 2016/679). I dati personali in suo possesso, relativi a benefattori, collaboratori, partner e comunità beneficiarie, sono raccolti per finalità determinate, trattati in modo lecito e corretto, conservati per il tempo strettamente necessario e protetti da accessi non autorizzati.

La Fondazione garantisce agli interessati il pieno esercizio dei propri diritti: accesso, rettifica, cancellazione e opposizione al trattamento. Per le attività che coinvolgono minori o comunità vulnerabili, adotta misure di protezione rafforzate, coerenti con la propria Child Safeguarding Policy.

Per tutto quanto non espressamente disciplinato dal presente articolo, la Fondazione rimanda alla propria Informativa Privacy, disponibile qui.

Chieri, settembre 2026