Burkina Faso, il cuore della collezione del Museo Etnografico

Il Burkina Faso è il territorio più rappresentato nel Museo Etnografico dell'Istituto dei Fratelli della Sacra Famiglia, con maschere, statuette e oggetti rituali appartenenti ai popoli mossi, gurunsi, bwa, bobo e lobi. Ogni pezzo racconta una storia di organizzazione sociale, credo religioso e rapporto con la terra che ha attraversato secoli di storia dell'Africa occidentale.

Il territorio si trova nella savana sudanese, la fascia di transizione tra la foresta tropicale e il deserto del Sahara, percorsa dai fiumi del bacino del Volta e del Niger. Qui, tra il dodicesimo e il sedicesimo secolo, si svilupparono grandi organizzazioni sociali e politiche che resero quest'area un centro di scambio, incontro e convivenza tra popoli di lingue, religioni e tradizioni diverse. L'agricoltura, scandita dalla breve stagione delle piogge, è da sempre legata a riti di fecondità, purificazione del territorio e culto degli antenati, che hanno ispirato la produzione di maschere e sculture custodite oggi nel museo.

I MOSSI

L'etnia più numerosa del Burkina Faso, organizzata in un sistema sociale che dalla famiglia arriva fino al regno.

I GURUNSI

Popoli dell'altopiano a sud e ovest dei mossi, custodi di maschere e riti legati alla terra e agli antenati.

I BWA

Agricoltori dell'ovest del Burkina Faso, noti per le grandi maschere in fibra vegetale e legno intagliato.

I BOBO

Di origine mande, un tempo nel Macina e oggi nell'ovest del Burkina, con una ricca tradizione di maschere rituali.

I LOBI

Tra i popoli più legati alle tradizioni dell'area voltaica, celebri per le sculture in legno bateba.