I mossi, dalla famiglia al regno

I mossi sono il popolo più numeroso del Burkina Faso. Giunti da est, si insediarono a partire dal dodicesimo secolo lungo i fiumi del bacino del Volta, integrandosi poco a poco con le popolazioni che già vivevano in queste terre. Da quell'incontro nacque una società solida e ordinata, in cui ognuno aveva un ruolo riconosciuto.

L'organizzazione mossi è concentrica: dalla famiglia si sale al clan, alla tribù, al villaggio, al cantone, fino al regno e all'impero. Al vertice c'è il Mogho Naba, il capo supremo, custode dell'equilibrio del mondo. Accanto a questa struttura di governo vive una lunga tradizione guerriera, legata soprattutto ai cavalieri.

Al centro della vita religiosa c'è un unico Dio creatore, chiamato Weende nella lingua more, parola che significa insieme sole e tempo, i due elementi che fanno fruttare la terra e scandiscono il lavoro. Gli spiriti degli antenati fanno da tramite tra gli uomini e Dio attraverso riti e sacrifici. È da questo mondo di credenze che nascono le statue e gli oggetti mossi custoditi nel museo, spesso dedicati agli antenati o a figure mitiche.

Grande statua femminile, forse la dea della terra

Presso i mossi la statuaria dà forma agli antenati e alle figure del mito, e resta oggetto di culto. Questa grande figura femminile raffigura forse la dea della terra. Il volto allungato ha occhi sporgenti e scarificazioni sulle guance, mentre la cresta sagittale sul capo e il collare al collo sono incisi nel legno.
Le spalle ampie, le braccia distese lungo i fianchi con le mani a spatola e le forme piene del corpo danno alla figura un aspetto naturalistico, appena stilizzato. Come gran parte dell'arte mossi, risente della cultura kurumba, tra i primi abitanti di questa parte del territorio.

Riferimento di catalogo n. 001
Tipo di oggetto statua, figura femminile
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza territorio dello Yatenga
Materiale legno
Dimensioni altezza 114,5 cm

Statua guardiana del villaggio

Presso i mossi questa figura vegliava sul villaggio come sua custode. La base a forma di cono le permetteva di essere piantata nel terreno, a presidio della comunità, e le si riconosceva il potere di attirare il bene. Tre volte l'anno, all'inizio e alla fine della stagione delle piogge, riceveva sacrifici, perché il culto aveva lo scopo di rendere visibile ciò che l'occhio non vede.
Il legno porta i segni del tempo e delle termiti, testimonianza di un lungo uso.

Riferimento di catalogo n. 001
Tipo di oggetto statua, figura femminile
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza territorio dello Yatenga
Materiale legno
Dimensioni altezza 114,5 cm

Statua della fertilità e degli spiriti familiari

Nella vita quotidiana dei mossi gli spiriti accompagnavano ogni scelta, e per ogni difficoltà ce n'era uno a cui rivolgersi. Piccole statue come questa venivano custodite in casa dalle famiglie e mostrate solo quando si chiedeva l'intercessione dello spirito. Le linee morbide e insieme possenti del corpo richiamano la fertilità e la continuità della vita.
La figura poggia su un'ampia base circolare e presenta i tratti tipici della statuaria mossi, con la testa allungata e schiacciata ai lati, la cresta sagittale sul capo, le braccia lungo il corpo e l'ombelico in evidenza. I piedi non sono scolpiti, una tripla incisione segna un ornamento al collo e il volto è contornato da scarificazioni.

Riferimento di catalogo n. 003
Tipo di oggetto statuetta, figura femminile
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza regione dello Yatenga
Materiale legno chiaro con patina scura
Dimensioni altezza 32,5 cm

Statua per la memoria degli antenati

Fra i mossi la statuaria era rara e apparteneva soprattutto alle famiglie benestanti. A custodirla era la donna più anziana della casa, che la usava per fare memoria degli antenati. La posizione eretta e il portamento fiero esprimono forza vitale.
Sul capo si riconosce la tipica cresta sagittale, le spalle sono ampie e le lunghe braccia si allargano lungo il corpo, con le mani a spatola. Molte incisioni e scarificazioni sono oggi poco leggibili, coperte dal materiale delle offerte che nel tempo ha rivestito l'intera figura.

Riferimento di catalogo n. 004
Tipo di oggetto statuetta, figura femminile
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza regione dello Yatenga
Materiale legno e materiale sacrificale
Dimensioni altezza 41 cm

Le biiga, statue della fecondità

Per le giovani mossi la biiga era molto più di una bambola. Il nome, reog' biga, significa bambino nel legno ed era simbolo e augurio di fecondità. La ragazza la lavava, la vestiva e la portava sulla schiena come un figlio, in un cammino di preparazione alla maturità e alla maternità. Attorno a lei ruotavano le offerte agli antenati, con cui si invocava la gravidanza e la protezione del nascituro.
La forma è essenziale, un cono con la testa a semicerchio, le orecchie in evidenza, l'acconciatura a banda centrale e i seni pieni a richiamare la maternità. Le linee incise riprendono le scarificazioni e le pettinature delle ragazze mossi. Il gruppo raccoglie più esemplari di dimensione diversa, e in quello più piccolo compaiono alcune perline.

Riferimento di catalogo n. 005
Tipo di oggetto statuette, figure femminili (biiga)
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza territori di Kaya e di Koudougou
Materiale legno, con perline nella figura più piccola
Dimensioni altezza da 11,3 a 22,5 cm

Biiga dalla forma essenziale

Tra le giovani mossi la biiga portava con sé l'augurio di avere figli. Questa raggiunge una purezza di forme rara, ridotta alle linee essenziali. Sul corpo a cono, con il dorso ricurvo e l'ombelico in evidenza, spiccano i seni allungati che richiamano il peebo, il gesto con cui si favoriva l'arrivo del latte. Il collo lungo regge una testa stilizzata, percorsa da una cresta centrale che raffigura la pettinatura femminile e termina in una piccola treccia. Del volto non compaiono i tratti, e due piccoli triangoli indicano le orecchie.

Riferimento di catalogo n. 006
Tipo di oggetto statuetta, figura femminile (biiga)
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza provincia di Kadiogo
Materiale legno
Dimensioni altezza 30 cm

Biiga rivestita di pelle

Anche questa biiga accompagnava le ragazze mossi come segno di fecondità. La sua particolarità è il rivestimento in pelle che la avvolge dal collo in giù. La figura è molto stilizzata, poco più di un cilindro con la testa ovale e il volto tagliato in due piani obliqui, segnato al centro da naso e bocca e percorso da scarificazioni. Al collo e al ventre la pelle è intrecciata a striscioline, e dal collo scende un pendente di pelle con un fiocco e due cauri.

Riferimento di catalogo n. 007
Tipo di oggetto statuetta, figura femminile (biiga)
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza non noto
Materiale legno, pelle, cauri, filo
Dimensioni altezza 30,5 cm

Biiga dai tratti naturalistici

Questa bambola serviva al gioco delle bambine, ma portava anche l'augurio di fecondità e aveva un ruolo nella vita rituale della famiglia. Rispetto ad altre biiga mostra forme più modellate e naturali, senza scarificazioni incise. Chi desiderava avere presto dei figli la portava con sé dal guaritore indovino della comunità. Passava poi ai bambini, che la custodivano fino ai dieci o quindici anni.

Riferimento di catalogo n. 008
Tipo di oggetto statuetta, figura femminile (biiga)
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza provincia del Boulkiemdé, area di Koudougou
Materiale legno con segni d'uso
Dimensioni altezza 38 cm

Biiga in stile Risiam

Come le altre biiga, questa reog' biga, bambino nel legno, esprimeva l'augurio di fecondità. Il suo stile è tipico dell'area di Risiam, riconoscibile nella testa a disco e in una geometria dell'insieme più marcata e astratta. Il corpo cilindrico si chiude su una base.

Riferimento di catalogo n. 009
Tipo di oggetto statuetta, figura femminile (biiga)
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza settentrione dell'altopiano mossi
Materiale legno
Dimensioni altezza 21 cm

Madre con bambino, immagine della maternità

Fra tutte le bambole legate alla fecondità, questa figura di madre con bambino ne è la sintesi e quasi il capostipite, immagine piena della maternità. Su un asse verticale che poggia su ampie forme sedute sono scolpiti un bambino aggrappato alla schiena, i due grandi seni a cono rivolti verso il basso per il gesto del peebo, e una grande testa schiacciata ai lati con la cresta sagittale e le treccioline attorno alle orecchie. La figura racchiude una doppia forza, quella che rende possibile la procreazione e la cura che avvolge il neonato, con il richiamo al mondo invisibile che protegge la gravidanza e il bambino.

Riferimento di catalogo n. 010
Tipo di oggetto statuetta, figura femminile con bambino
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza non noto
Materiale legno
Dimensioni altezza 43,5 cm

Figura maschile con la zappa

Questa figura maschile a mezzo busto raffigura forse un personaggio importante, ricordato al suo funerale e poi deposto nella tomba insieme al defunto. Sotto l'ombelico pronunciato il corpo si allarga in una svasatura che fa da sostegno. Dal volto quasi piatto sporge un naso largo, due cauri formano gli occhi e profonde scarificazioni orizzontali e verticali ne dicono l'appartenenza mossi. Le braccia sono piegate contro il corpo e la mano destra tiene la daba, la zappa, appoggiata sulla spalla. L'espressione assorta richiama l'incontro con il mondo ultraterreno e il contatto con gli spiriti degli antenati.

Riferimento di catalogo n. 011
Tipo di oggetto statuetta, figura maschile
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza nord dell'area mossi
Materiale terracotta, cauri, terriccio
Dimensioni altezza 30 cm

Guerriero a cavallo

Questa piccola figura di guerriero a cavallo apparteneva al capo dei forgiatori, che la tradizione consentiva di usare come oggetto di culto, custodito di norma sull'altare familiare. La composizione è essenziale ed equilibrata, con la curva del collo e la grande testa del cavallo e la posizione fiera del cavaliere che leva la lancia. L'arte della forgiatura, da cui nasce questo pezzo, i mossi la appresero dai kurumba, e l'oggetto potrebbe essere attribuito anche a loro o ai bambara.

Riferimento di catalogo n. 012
Tipo di oggetto statuetta, figura equestre
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza non noto
Materiale ferro forgiato
Dimensioni altezza 24 cm, lunghezza 25 cm

Maschera zoomorfa della lepre

Con forme e colori ridotti all'essenziale, questa maschera raffigura una lepre, o forse un coniglio selvatico, animale che in molte comunità porta un valore positivo, all'opposto dello sciacallo, legato al disordine. Spiccano le due grandi orecchie, le protuberanze degli occhi e la grande bocca. Il bianco domina la superficie, con il rosso mattone su un lato delle orecchie e sul muso e piccole macchie nere sulla fronte. Il territorio indicato è quello di Tenkodogo, ma la fattura richiama il nord dell'area mossi e mostra influssi dogon, kurumba e senufo.

Riferimento di catalogo n. 013
Tipo di oggetto maschera zoomorfa
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza territorio di Tenkodogo
Materiale legno, pigmento
Dimensioni altezza 71 cm

Maschera zoomorfa e figura della fertilità

Maschera austera e di grande forza, raffigura un animale difficile da riconoscere, forse una iena o uno sciacallo, con lunghe orecchie, grandi occhi e la bocca aperta e appiattita. Sul capo si erge una figura femminile. Le tracce di bianco, nero e rosso, sbiadite dal tempo, disegnano motivi geometrici. L'insieme rappresenta probabilmente la fertilità legata al culto degli antenati, e nella struttura si avvertono le influenze delle vicine etnie del Mali, dogon, bambara e fulani.

Riferimento di catalogo n. 014
Tipo di oggetto maschera zoomorfa
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza territorio di Ouahigouya
Materiale legno, pigmento, metallo, perline
Dimensioni altezza 92 cm

Maschera a tavola della gazzella

Le maschere mossi danno corpo alle virtù di una grande famiglia, e questa maschera gazzella, chiamata kareyaka, incarna la vigilanza, la rapidità, l'agilità e la resistenza con cui l'animale sfugge ai predatori. Sul volto due fori ovali fanno da occhi e una cresta dentata scende fino alla piccola bocca, mentre le corna sono percorse da profonde scanalature a spirale. La tavola superiore porta incisioni e disegni geometrici, con tracce di bianco, nero e rosso ormai quasi fuse tra loro. Nelle danze rituali maschere come questa invocano la protezione degli alberi e l'abbondanza dei frutti e accompagnano lo spirito dei defunti, spesso comparendo in coppia per rappresentare l'equilibrio delle forze della natura.

Riferimento di catalogo n. 015
Tipo di oggetto maschera a tavola (paletta)
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza territorio dello Yatenga
Materiale legno, pigmento (segni d'uso)
Dimensioni altezza 112 cm

Maschera a tavola dell'antilope koba

L'antilope koba è una delle immagini più rappresentative dei mossi dello Yatenga, spirito della terra e dei boschi, protettrice dei defunti e custode degli alberi da frutto. Il volto della maschera è rettangolare e astratto, senza bocca né orecchie, con gli occhi ridotti a due fori e un costone dentato al centro, sormontato da due grandi corna. Sul retro una piccola tavola regge una grande figura femminile, la madre terra, dai tratti naturalistici che contrastano con l'astrazione del volto. Compare nei riti funebri e nel tempo che precede la maturazione dei frutti selvatici, con una funzione di vigilanza sulla comunità.

Riferimento di catalogo n. 016
Tipo di oggetto maschera a tavola (paletta)
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza territorio di Ouahigouya
Materiale legno, pigmento
Dimensioni altezza 145 cm

Maschera del serpente

Il serpente accompagna le danze rituali con cui i mossi invocano l'intervento degli antenati. Nell'Africa occidentale gli si attribuisce un valore religioso, perché lo si ritiene un possibile legame con i defunti e una dimora temporanea delle potenze spirituali, che attraverso di lui raggiungono le famiglie, e presso alcuni clan è l'antenato mitico da cui discende la parentela. La maschera è lunga e affusolata, decorata da un disegno geometrico in bianco, nero e rosso, a greca sul muso allungato e a scacchi sul corpo. Compare nelle cerimonie di fertilità dedicate allo spirito delle acque, nelle competizioni di villaggio e nell'iniziazione dei giovani.

Riferimento di catalogo n. 017
Tipo di oggetto maschera serpente
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza Kokologo, provincia del Boulkiemdé
Materiale legno, pigmento
Dimensioni altezza 187 cm

Maschera del pesce

Con la maschera del pesce i mossi danzano per chiedere agli spiriti, forza della natura, la crescita delle piante e degli animali, condizione di un raccolto e di una pesca abbondanti che sfamino la comunità. Il corpo è decorato da un disegno geometrico in bianco, rosso e nero, con motivo a greca. Dopo la pesca, il pesce migliore viene talvolta offerto al capo e agli spiriti delle acque.

Riferimento di catalogo n. 018
Tipo di oggetto maschera pesce
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza Kokologo, provincia del Boulkiemdé
Materiale legno, pigmento
Dimensioni altezza 140 cm

Bastoni rituali di comando

Questi due bastoni erano segno di comando e di potere, propri di un capo della terra o di un capo della società delle maschere. Uno, dalla superficie nera e lucida, porta all'estremità ricurva una figura tra uomo e animale, un antenato della famiglia o del clan, mentre l'altro, più opaco e coperto di materiale sacrificale, presenta una figura simile sormontata da un'alta tavola. Si portano appoggiati alla spalla come la daba, la zappa, e si impugnano alla base. Alcuni hanno un ruolo preciso nelle danze e possono valere come arma di difesa, ma spirituale, mai materiale.

Riferimento di catalogo n. 019
Tipo di oggetto bastoni rituali
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza non noto
Materiale legno, materiale sacrificale
Dimensioni altezza 46 cm, altezza 50 cm

Bastone insegna del capo

Legato al ruolo del capo, questo bastone cerimoniale svolgeva un'importante funzione sociale e religiosa, e la sua esposizione all'esterno era segno di vigilanza e protezione sulla comunità. Il legno è inciso con motivi ad anello e seni rivolti verso il basso, con due anelli di stagno anch'essi lavorati. In cima, una figura in bronzo fusa a cera persa raffigura un antenato dalle gambe incrociate, con la lunga pipa e un piccolo bastone di comando dalla testa animale. Il significato dell'insieme resta aperto, forse l'incontro di simboli diversi a rappresentare il principio della vita, e alcuni tratti richiamano i dogon e i bambara del Mali.

Riferimento di catalogo n. 020
Tipo di oggetto bastone insegna cerimoniale
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza regione dello Yatenga
Materiale legno, metallo
Dimensioni altezza 144,5 cm

Tamburo, la voce della comunità

Presso i mossi il tamburo accompagna tutti i momenti importanti della vita e resta soprattutto uno strumento di comunicazione, perché il suo messaggio non è mai privato ma collettivo e raggiunge anche a grande distanza tutta la popolazione. La tradizione gli riconosce quasi una parola propria, lo considera un essere animato e uno spirito, e insieme memoria e maestro che educa il popolo custodendo un linguaggio sicuro. È fatto con una cassa di zucca ricoperta di pelle tesa da corde, e si suona con le mani o con piccoli martelletti di legno.

Riferimento di catalogo n. 021
Tipo di oggetto strumento musicale, tamburo
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza Nanoro, provincia del Boulkiemdé
Materiale zucca, pelle di capra, corda
Dimensioni altezza 40 cm, circonferenza 133 cm

Flauto

Questo flauto colpisce per le dimensioni insolite. Oltre al foro d'imboccatura principale ne ha altri sei sui lati, tre per parte, e il suono nasce dalla vibrazione dell'aria, modulato aprendo e chiudendo uno o più fori. Per fattura potrebbe appartenere anche all'etnia gurunsi.

Riferimento di catalogo n. 023
Tipo di oggetto strumento musicale, flauto
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza non noto
Materiale legno
Dimensioni altezza 60 cm

Flauti e zufoli, la voce che diventa parola

In tutta l'Africa il flauto è insieme strumento musicale e mezzo di comunicazione, e accompagna, da solo o con altri strumenti, le cerimonie che scandiscono i cicli della natura e la vita della famiglia e del clan. Anche lo zufolo ha un suo linguaggio, perché la modulazione, l'intensità e i tempi del suono si fanno parola, e chi lo suona diventa messaggero che annuncia gioie e lutti anche a chi vive lontano dalla comunità.
Ogni strumento è un cilindro forato, con l'imboccatura principale in alto e altri fori più piccoli che, aprendosi e chiudendosi, modulano il suono nato dalla vibrazione dell'aria. Del più lungo del gruppo non sono certe l'origine e l'appartenenza.

Riferimento di catalogo n. 023
Tipo di oggetto strumento musicale, flauto
Etnia mossi, Burkina Faso
Luogo di provenienza non noto
Materiale legno
Dimensioni altezza 60 cm

Ascia cerimoniale

Più che un'arma, questa ascia era segno del potere di intercedere presso Dio. I guaritori la usavano, dopo aver compiuto sacrifici, per chiedere benedizioni e difesa dalle maledizioni, e talvolta per rivolgere la maledizione contro i malfattori, un potere di norma custodito dai fabbri. La lama di ferro è fissata nella testa del manico, che si assottiglia verso l'impugnatura, e il punto d'innesto è avvolto da una striscia di pelle. La ricopre abbondante materiale sacrificale.

Riferimento di catalogo n. 022
Tipo di oggetto strumenti musicali, flauti o zufoli
Etnia mossi e gurunsi, Burkina Faso
Luogo di provenienza province di Sanguié e del Boulkiemdé
Materiale legno con segni d'uso
Dimensioni altezza da 13 a 26,5 cm