I dogon, la falesia e la parola
Alcuni secoli fa i dogon si stabilirono lungo i dirupi della falesia di Bandiagara, in Mali, dove trovarono riparo dagli assalti dei gruppi ostili. Utilizzarono le grotte già scavate nella roccia, attribuite ai primi abitanti del luogo, e costruirono le loro case e i granai tra le pietre della parte più scoscesa. Qui vennero a contatto con i tellem, che influirono profondamente sulla loro cultura. Il villaggio dogon si inserisce perfettamente nel paesaggio, quasi mimetizzandosi con la roccia, e la popolazione coltiva piccoli terrazzamenti lungo i dirupi, sull'altopiano e nella pianura sabbiosa sottostante.
I dogon hanno sviluppato una filosofia e un sistema sociale complessi, fondati su una cosmogonia fatta di simboli. Per loro un unico Dio, Amma, è il creatore di un universo ordinato e gerarchico, in cui domina l'idea di un'armonia continuamente turbata e ricomposta. Il segno più visibile di questa cultura è il toguna, la casa della parola, cuore del villaggio, una tettoia sorretta da pilastri che rappresentano i geni primordiali. Qui si riunisce il consiglio degli anziani, che veglia sui numerosi clan totemici e prende le decisioni più importanti per la comunità.
I montanti del toguna
Questi montanti reggevano il tetto del toguna, la casa della parola, l'edificio più importante del villaggio dogon, dove si riunisce il consiglio degli anziani e si risolvono le questioni della comunità. Il toguna è una struttura rettangolare con i lati rivolti verso i punti cardinali, e i suoi otto montanti principali rappresentano gli antenati primordiali, quattro uomini e quattro donne, figli della prima coppia creata da Amma. Su questi tre sostegni a forcella sono scolpite tre figure femminili, diverse tra loro ma con lo stesso significato, perché la donna, e in particolare il seno, racchiude l'essenza della vita umana e il suo continuo rinnovarsi. Sostegni simili si trovano anche presso un gruppo di kurumba, che i dogon ritengono discendenti dei leggendari tellem.
Riferimento di catalogo n. 078
Tipo di oggetto statuetta, figura maschile
Etnia bambara, Mali
Luogo di provenienza territorio meridionale del paese
Materiale legno
Dimensioni altezza 38 cm
Sportelli di granaio
Presso i dogon il granaio è molto più di un deposito, è un elemento centrale del mito, custode degli antenati, degli animali protettori e delle riserve di cereali della famiglia. Questi due sportelli hanno la stessa forma, lo stesso chiavistello e la stessa cornice laterale con serpenti in rilievo. Uno porta due file di sei figure umane, l'altro una fila di sette figure alte una quindicina di centimetri, con al centro due volti, un mezzobusto, un'antilope e una tartaruga, e in basso quattro volti, un uccello e due case. Il legno ha una patina nera formata dai depositi accumulati nel tempo. Le figure scolpite raccontano le origini e la continuità del gruppo, e l'apertura dello sportello poteva essere regolata da norme e divieti precisi.
Riferimento di catalogo n. 082
Tipo di oggetto sportelli di granaio
Etnia dogon, Mali
Luogo di provenienza falesia di Bandiagara
Materiale legno, chiusure in ferro
Dimensioni larghezza 42 cm, altezza 51 cm
